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13 gennaio 2012

 

dal 6 giugno 2006 a oggi,

 

13.01.2012

 

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I VICINI DI CASA
Addio emigrante
L’addio dell’emigrante
 
E’ giunta l’ora di dover partire
da te, diletto, semplice paese:
è tanto lancinante il mio soffrire
che voglio un poco renderlo palese.
 
Addio, chiesa amata; San Martino
e Tu Colomba Vergine Maria
nel cor per sempre avrete un posticino
perché facciate luce alla mia via!
 
Ritornerà l’autunno, il nuovo vino,
la festa novembrina del Patrono,
prometterà il ciel d’esser turchino
e tutti aspetteran qualcosa in dono.
 
Ma io sarò lontan da questa Terra,
separerà la patria il vasto mare,
avrò nel petto una crudele guerra
e il desiderio di poter tornare.
 
Stan qui sepolti amici e familiari,
risiede qui la nostra brava gente,
i bimbi e i luoghi tutti mi son cari
perché stanno scolpiti nella mente.
 
Un dolce pianto righerà il mio viso
quando mi pungerà la nostalgia
e non avrò la pace, né il sorriso,
finché non rivedrò l’Italia mia.

 

Domenico Caruso

 

Al mio paese

O San Martino che sei il mio paese, e dal tuo popolo gentile e cortese popolo d’onore orgoglioso allegro il suo cuore umirtuoso.

 

Con le tue borgate, quartiere, e rione, campo, campiello, trappito e cafone, che porti nella tua tradizione, il tuo calvario e la piccola stazione.

 

Per ogni passante hai due preghiere la tua antica grotta e la santa croce del signore e sono fiancheggiati al tuo paesello, la sù al casello, la giù al canalello.

 

A te o San Martino l’undici novembre ti festeggiamo e vino di casa nostra al forestiere offriamo, per le vie del paese ti passiamo e sù le nostre spalle ti portiamo.

 

E c’è la tua Chiesa pronta a crollare solo un tuo miracolo che la fà fermare, e per il tuo emigrante che và in terre lontane a Te chiede un miracolo, maglio il suo domani.

 

Ma tutti tornano, e tutti staranno con Te vicino, assieme alle Tue lodi “O San Martino”.

 

Rocco Carpentieri ‘59

 

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brevi cenni storici su san martino

San Martino Città Antica.

 

Prima della metà del X secolo San Martino in quanto centro abitato non esisteva. La sua origine può essere ricostruita partendo da un nucleo di poche case coloniche sparsein Vallem Salinarum” che era il nome originario del luogo dove cominciò a prendere forma l’antico villaggio di San Martino. Tale sito urbano fu edificato dagli abitanti della vicina Tauriana che, saputo dell’imminente arrivo dei Saraceni in quelle zone, vollero stabilirsi dall'altra parte del fiume Metauro costruendo un gruppo di case al quale diedero appunto il nome di San Martino. Nel corso dei decenni successivi insieme al tessuto di strade e abitazioni costruirono anche un castello che dominava tutto il piano circostante. Del castello però esiste oggi solo qualche rudere.

Ruggero d’Altavilla, il Gran Conte, celebrò le sue nozze con Giuditta d’Evreux proprio nel castello di San Martino ed era l’inverno dell’anno 1062. Ruggero in seguito divise il territorio in tanti stati e il territorio adiacente al centro di San Martino venne elevato al rango di Contea.

Nel 1129 Ruggero II riunì poi sotto il suo comando tutta l’Italia Meridionale fissando la Contea di San Martino quale sede di Corti o Stati Generali.

Carlo D’Angiò successivamente elesse, luogotenente di questi luoghi, il figlio Carlo, detto “lo Zoppo”, nominato ancora prima Principe di Salerno e questi il 30 marzo del 1283 convocò nel castello di San Martino un solenne parlamento di Prelati, Baroni e Deputati di tutte le città dove furono proposte, discusse e approvate le nuove divisioni territoriali della Monarchia.

Nel 1302 Ruggiero di Lauria incoraggiò e diede impulso allo sviluppo urbano e territoriale di Terranova con competenza amministrativa anche su San Martino, così da tale data il castello di San Martino perse la sua importanza strategico-militare ed economica, divenendo casale di Terranova.

Il terremoto del 5 febbraio 1783 distrusse completamente San Martino insieme alla totalità dei centri abitati della Piana di Gioia Tauro così il paese fu ricostruito non più in località Amella, ma in una nuova zona chiamata Abbadia dove tuttora si trova e più tardi fu inserito nel comprensorio di Jatrinoli e poi in quello di Radicena.

Questa è la breve storia di un piccolo centro abitato che oggi è una popolosa frazione del Comune di Taurianova ma che nei secoli passati ha avuto un ruolo di primo piano nella storia della Calabria e della Piana in particolare.

 

 

The Ancient Town of San Martino

 

Brief historical account on San Martino

 

Before the first half of the tenth century San Martino as a village did not exist.

Its origin can be traced by going back in time to a few scattered farmhouses in the “Vallem Salinarum” which was the old name of the site where the ancient village of San Martino began to take shape. This urban location was established by people from nearby Tauriana whom having heard about the arrival in the area of the raiding Saracens moved to the other side of the Metauro river and started to build a group of houses which they named San Martino.

During the following decades they developed a network of roads and streets and also built a castle overlooking the surrounding Plain. Today only a few ruins of the castle are still visible.

In the winter of 1062 Ruggero of Altavilla, the Great Count, celebrated his marriage with Giuditta D’Eventreux in the castle of San Martino. Later Ruggero divided the territory in several states and the territory adjacent to the town of San Martino was elevated to the status of County.

 

In 1129 Ruggero II united under his rule the whole of Southern Italy establishing the County of San Martino as the centre of Courts and General States. Subsequently, Carlo D’Angiò (Charles Angevin) appointed his son Carlo Prince of Salerno also nicknamed “the lame” as ruler of the area. In 1283 he summoned in San Martino a solemn parliament of prelates, barons and delegates of all the cities under his dominion to discuss the new territorial partitions of the monarchy.

In 1302 Ruggero of Lauria encouraged and gave impetus to the urban and territorial development of Terranova giving it also administrative competence over San Martino. Hence, since this time the castle of San Martino lost its strategic, military and economic importance becoming a hamlet of Terranova. The earthquake of 1783 completely destroyed San Martino together with many other villages and towns of the Plain of Gioia Tauro. As a consequence the village was not rebuilt on the old Amella site but was moved to a new area called Abbadia where today still stands. Later this was included in the district of Jatrinoli and then of Radicena currently known as Taurianova.

This is a brief history of a small urban centre that today is a populous suburb of the municipality of Taurianova but in past centuries played a central role in the history of Calabria and of the local Plain in particular.

 

A cura di De Marco Martino

 

 

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Ma chi è il "Castello onlus"?

Una sera d'estate, esattamente quella del 2004, quattro amici nella solita piazza, bisogna fare qualcosa per dare "una scossa" a San Martino, si pensa a tante cose, ma su di una ci si trova tutti d'accordo, costituire una Associazione  socio-culturale e dargli il nome "Castello", questo per ricordare la storia millenaria di San Martino. Subito si mettono al lavoro e già a novembre organizzano, in coincidenza con la festa di San Martino, una serata intitolata "Notte Sammartinese" alla quale prendono parte numerossissimi talenti del luogo, cui farà seguito nell'estate del 2005, una serata in piazza dedicata, in particolare, ai ragazzi. All'indomani danno inizio ad una straordinaria raccolta di fotografie d'epoca che culmina con una grande mostra forografica dal nome "San Martino nel Tempo" che riscuote un enorme successo, e dato il numero elevato di visitatori rimane aperta per quasi due mesi anzichè tre giorni come era previsto inizialmente. Per Natale viene ripresa la tradizione della "Capanna della Natività", appuntamento ormai irrinunciabile per tutta la comunità. In pentola ci sono tante cose, la prima, in ordine cronologico, è la creazione di questo sito internet per far vedere a tutti il nostro San Martinooooooooooo

 

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